CLUB PRIVE' - 1


"No, ragazzi, niente rapporti anali!" Lo dice incazzata e decisa. Dunque c'è ancora una legge! In questo groviglio di corpi sudati - il mio compreso - sentire certe frasi fa anche piacere. Esiste ancora un limite, magari da trasgredire la prossima volta. Ma per ora non c'è molto da ragionare: qui al buio tocco e sfioro ora una tetta, ora un cazzo, ora una schiena calda; di chi è questo piede? Non certo della ragazza, che ha ancora indosso gli stivali con la suola alta. Visto il calcio che mi stava arrivando, poteva anche levarseli. Ma come nei film porno, le puttane non si levano mai le scarpe.

La frase è stata pronunciata con decisione. La ragazza ha tenuto impegnati due uomini almeno per venti minuti buoni, godendo veramente, lo so perché dopo gliel'ho leccata. Il primo è stato sbrigativo, ma col secondo è stato un delirio: ai suoi colpi duri, lei ha risposto cavalcandolo con foga, quasi impalandosi da sola su quel grosso uccello dritto. L'altra donna ha voluto esser trattata meglio, ma alla fine ha dovuto assorbire anche lei colpi duri, diretti. E sta ancora ricevendo il resto da un altro.

Le donne sono due, ma gli uomini quanti sono? Qui al buio di questo lettone a tre piazze, quattro ne distinguo di sicuro, poi ci sono quelli che guardano, immobili. Per ogni donna ce ne sono tanti, troppi. Siamo alle solite: il gestore ha fatto entrare troppi singoli, più quelli che si capisce benissimo che ti sfasciano il locale se li lasci fuori della porta. Chi lavora con il sesso se la deve vedere prima o poi anche con i delinquenti e stanotte, in questo locale, un romanziere troverebbe anche qualche personaggio di contorno per una scena d'ambiente.

Già, il locale. Quando non sono ville in campagna, è roba per malavitosi. Quadri d'autore degni di Teleproboscide, finto lusso, busti romani e altre finezze. Al banco il whisky te lo servono in bicchieri di plastica, e non mi vengano a dire che era per l'igiene! Ho distribuito preservativi, preso frustate e fatto la mia mezza scopata, ma ho anche visto leccare fiche e succhiare cazzi, in mezzo a sudore e sederi. Ho baciato sulla bocca gente di cui non so neanche il nome, ho carezzato schiene a caso; nel buio della stanza ho sentito di tutto. No, non è certo l'igiene che servono in bicchieri di plastica, ma solo per spendere il meno possibile, anche se l'ingresso non te lo regalano.

Nella stanza grande, lo spettacolino erotico. Il solito squallido fantasista alle tastiere, le luci rosse basse, il solito classico spogliarello fatto di veli e abiti assurdi, più una signora che si è fatta spogliare dalla ragazza del locale, una ragazza assai volgarotta ma sensuale. Abito lungo, mutandine di pizzo e stivali alti, come un'altra ragazza bionda dall'accento stranissimo, coi seni al silicone. Avete mai strizzato le tette a una siliconata? Sembra di stringere due palle di gomma.

Le palle! Quando si dice che il pubblico viene coinvolto, perché non raccontarla per intero? Cazzi succhiati da uomini in cerca di fica, spettatori condotti a guinzaglio gridando bau-bau, cravatte usate per stringere le palle, più un odore di corpi sudati degno della camerata di una caserma. Però mi sono divertito, almeno fino a quando non è toccato il mio turno. Inutile mettersi in fondo, in locali simili nessuna poltroncina è fuori tiro. Che ho fatto io? Non chiedetemelo. Sempre meno di quello che volevano fare a me. E le famose coppie scambiste? Quella notte nemmeno una, eppure era un venerdì. E poi, che volete, ero distratto.

Al bar del locale me ne hanno raccontato tante, aspettando appunto le coppie. Una delle storie solite è quella della top model che ha avuto da piccola un incidente stradale che la costringe a tenere un chiodo d'argento dentro al femore, per cui all'aeroporto suona sempre quando passa al metal detector. Comincia a levarsi tutto da dosso, ma suona anche quando rimane nuda. A quel punto l'ispezione deve essere molto più profonda… Altra storia - la più famosa - è quella della giovane bionda tedesca che si fa accompagnare al privé dal marito anziano in Mercedes, l'ultima volta ha indicato a turno ogni volta un uomo diverso e se ne è fatta in questo modo almeno sei. Poi si è fatta il bidè, è risalita in macchina e il marito ha semplicemente rimesso in moto. Carina, vero? L'avrò sentita raccontare almeno cinque volte in vita mia e ogni volta è ambientata in un locale diverso. Quando lei non è tedesca, ora è russa. Leggenda metropolitana o storia vera, si presta a essere raccontata ogni volta con dettagli nuovi e arrapanti: bocchini, inculate, gemiti... ma fosse semplicemente la trama di un porno?

Marco


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