FRAMMENTO


Coi sandali ai piedi e quella specie di grosso fazzoletto di seta ai fianchi sembrava ora molto sensuale. Le piaceva, infatti, incedere a lento passo di danza prima di sedersi al mio fianco e guardarmi fisso negli occhi. "Sembri la principessa ***", le dissi incuriosito. Al che lei, decisa: "Affermano che le piacesse mettere due dita nel culo del suo amante più bello, per poi girarle lentamente"

Questa frase mi colpì nel profondo. Come poteva dire certe cose con la massima spontaneità? Maliziosa o meno che fosse, quel dettaglio se lo era inventato sul momento. La riguardai, ammirando la sua pelle scura di indiana e i bracciali di argento.

(citato da Loin de l'Orient, di Michel Pernod)

Di Michel Pernod poco sappiamo: senz'altro di buona famiglia, ma forse non aristocratica, dovrebbe essere vissuto a cavallo dei secoli XVII e XVIII, diciamo fra il 1670 e il 1730, ovviamente in Francia. Scrive infatti in francese e dimostra d'avere anche una discreta conoscenza del latino, forse imparato alle scuole dei Gesuiti. Dai suoi sparsi scritti si può supporre che abbia viaggiato a seguito di qualche grosso commerciante. Non c'è traccia infatti di lui in atti ufficiali di legazioni francesi all'estero. Forse, a spulciare nei registri mercantili delle colonie francesi in estremo Oriente, si potrebbe trovare qualcosa di più. Il nostro oscuro autore infatti dovrebbe figurare almeno nei registri contabili di qualche compagnia commerciale francese nelle Indie orientali.

Qualche scarna indicazione ce la dà ogni tanto l'autore stesso. La sua presenza in Oriente risale ad un'età considerata a quei tempi matura: trent'anni. Altrove parla velatamente di debiti. Era forse quello il motivo del suo espatrio e della mancanza di dati biografici sicuri su di lui? Certo è che persino il nome potrebbe a questo punto essere falso. Ma quando ad imbrogliare le carte è l'autore stesso, qualsiasi serio tentativo di ricostruzione biografica ha il fiato corto.

Come scrittore, mescola ambiguamente vita vissuta e fantasie di viaggiatore.

Marco


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