La rubrica di Wolf
Sex OnLine vi propone una recensione, un reportage dal mondo degli adulti.
GIUGNO 2008: LE EDIZIONI TROPICI
(la vera storia!)
MAGGIO 2008: IL PUNTO "G", QUESTO SCONOSCIUTO
APRILE 2008: Porno regia al femminile
MARZO 2008: Sex(y) shopping
FEBBRAIO 2008: S.P.Q.R. Sono Pervertiti Questi Romani
GENNAIO 2008 - Regia & Pornografia
DICEMBRE 2007 - Una serata nel club prive di Jessica Rizzo
NOVEMBRE 2007 - Sul set di Natasha Kiss
OTTOBRE 2007 - Ficeb di Barcellona
QUESTA RUBRICA E' AGGIORNATA UNA VOLTA AL MESE
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FETICISMO
(Piedi che passione!)
Con il termine Retifismo si indica il feticismo del piede e della scarpa. Il nome deriva dallo scrittore francese della seconda metà del '700 Restif de la Bretonne. Personaggio stravagante, fine osservatore dei depravati costumi della Parigi dell'epoca, dove era noto per la vita sregolata e gli atteggiamenti anticonformisti, prolifico autore di 194 opere a carattere realistico e per lo più licenzioso.
Una grande parte dei "retifisti" - termine più appropriato per descrivere soggetti sia maschili che femminili che hanno una naturale passione per i piedi - ha una considerazione per i piedi identica, e quindi aggiuntiva, a quella per le zone erogene considerate 'normali'.
Quante volte camminando per la strada vi e' capitato di soffermarvi a guardare una bella donna che vi passa accanto? Magari incrociando di sfuggita lo sguardo per poi scendere rapidamente fino ai piedi, continuando a guardarli fasciati nelle loro scarpe dal tacco altissimo, mentre velocemente vi sfuggono? Che voglia di corrergli dietro per afferrarli, toccarli, sflilarli da quelle "Chanel" per poterli adorare!
I piedi!
Inginocchiarsi davanti ad un bel paio di piedi femminili, cominciando ad accarezzarli dapprima sul dorso gustando la pelle liscia che si lascia scivolare al tatto delicato di chi li sta adorando, per poi passare a massaggiare delicatamente le dita, una ad una, senza tralasciare neanche un millimetro…lo so, non si resiste, la tentazione e' piu' forte, ed e' per questo che ad un tratto le mani lasciano posto alla lingua per far si che si insinui tra le pieghe piu' impercettibili e le bagni di saliva con copiosita' . Succhiare le dita, prendersi cura di loro, e mentre lo si fa, la spontanea corruzione di passarsi il piede sul viso, ci pervade e lentamente, con maestria, ci facciamo artefici di questo doppio massaggio. La pianta del piede si muove delicatamente sulle nostre gote, mossa dalle nostre mani esperte, e scende fino al mento per risalire poi sul naso fino poi alla fronte, ed in questo passaggio non dimentichiamo di assaporare ancora una volta il sapore del piede e di inebriarci odorando ed aspirando a pieni polmoni l'essenza che questa parte del corpo cosi eroticamente eccitante, ci rilascia dopo aver portato fino a noi la donna che ne e' la padrona assoluta!
Da ultimo e non per questo meno importante vi faccio un regalo che ho scovato in rete per voi:
LA TENERA FAVOLA DEL FETICISTA
Forse sono le sei, ma non porto l'orologio. Ma in fondo non importa, può capitare in qualsiasi momento. Non si sa come, non mi è detto perché, lo sguardo si posa su un dettaglio. Ed allora il cuore comincia a battere forte. Innamorato. Innamorato di una sconosciuta. Innamorato della collanina che porta, dei suoi sandali, della suola interna nel punto in cui il tallone preme. Innamorato della piega invisibile che si forma sulla sua gonna, modellata al ritmo dei suoi passi.E' un amore feticista. E' un amore inconsapevole. Spesso giudicato, senza comprensione. Come se non fosse amore, come se non fosse tenerezza. Eccoti, mia dolce, mia cara, innamorata di un'altro che non sono io. Cos'ha lui che io non ho? Perché lui sta lì e ti abbraccia mentre io non posso che seguirti con questi miei occhi? Sei entrata in questo negozio di scarpe. Anche lui. Io ero lì. Te ne sei misurate non so quante paia. Ho osservato il tuo piede sinistro infilarsi dentro tutte quelle scarpe mentre lui si guardava attorno distratto, leggendo il giornale. Io fingevo di essere concentrato su queste borse che valgono poco e durano meno. Ti sei alzata, qualche rapido passo. Hai battuto il piede per terra un paio di volte poi hai detto: " Queste no!"All'improvviso si è fatto buio. Ero diventato quella scarpa. Ho immaginato di avere un cuore. Un piccolo cuore di scarpa prigioniera. Incontro fugace con un mondo perfetto. Un contatto vaporoso, profumato di umido e miele. Ricordo del tuo piede dentro di me. Anche il cartone tutt'intorno era contento. Ed ero felice nella mia velina. E ho ricordato le tue dita sottili strusciate sulla mia soletta. E mi si è accesa una fiamma, qui, nel buio della mia celletta. Mio unico universo che non sarà più lo stesso d'ora in poi. Poi un commesso si è avvicinato e mi ha fatto tornare in me, in questo mondo imperfetto di borse griffate. E tu non c'eri più. Ho comprato quella scarpa. E anche quell'altra. Tutte e due. E le tengo ancora in quella scatola che non apro mai. Forse per paura di far fuggire quella parte del mio cuore che sta ancora vivendo felice, per sempre, in una casa di cuoio, pelle e cartone.
Favola scritta da: lectrice
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