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Nell'antica Grecia l'unione che si creava tra uomini (erastes) e giovani (eromenos) aveva
molti aspetti analoghi ad una normale unione matrimoniale tra uomo e donna. L'età del
giovane era la stessa che avevano le donne che potevano sposarsi (14-16 anni) e l'unione non
poteva avvenire senza il consenso dei genitori del giovane. L'unione tra i due uomini, che
contemplava anche l'unione sessuale, aveva responsabilità sociali e religiose che dovevano
essere rispettate.

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La Grecia totemica
conosceva sicuramente un rituale
in cui le donne si accoppiavano
ritualmente con un caprone.
In Grecia vi sono molti indizi che testimoniano che in tempi antichi vi doveva essere un commercio rituale con gli animali.
La Grecia totemica conosceva sicuramente un rituale in cui le donne si accoppiavano ritualmente e segretamente con un caprone e quindi lo ammazzavano e lo mangiavano crudo.
Secondo molti studiosi questo rito deve essere stato una base da cui ha tratto origine sia il mito di Orfeo sia i misteri orfici. Comunque sia durante questo rito piu' capri maschi si accoppiavano con donne e molte di esse venivano anche sodomizzate. Poi il capro doveva essere ucciso con le stesse mani (senza l'ausilio di alcun oggetto) da parte delle donne e mangiato crudo. In seguito questi rituali sono stati "purgati".
L'animale veniva sacrificato e le loro pelli servivano da giaciglio per le donne le quali si univano con uomini o con uomini ricoperti di pelli di animali
sacrificati, cioe' travestiti da caproni.
Ancora oggi nel Nord della Grecia, e specificamente in Macedonia, e' possibile assistere nel periodo che va da Natale a Capodanno a
delle feste molto particolari che vengono chiamate feste del "dodecaimero" ovvero dei dodici giorni.
Queste feste iniziavano normalmente il 25 di dicembre e finivano il 6 gennaio.
Si tratta di feste orgiastiche che il popolo chiama "Karnavali" e che hanno una antichissima provenienza.
Oggi queste feste durano per lo piu' tre giorni e si svolgono in maniera diversa a seconda dei paesi.
Caratteristica di questa festa e' che gli uomini (e solo gli uomini) sono vestiti di pelli di capra e sono tutti uguali ed indistinguibili l'uno dall'altro.
E' un ritorno al caos, all'indistinto primordiale, all'orgia collettiva. Oggi queste feste, che si svolgono in vari paesini come a Kali Vrisi, a Nihissiani,
a Kastoria, ecc., hanno un'apparenza abbastanza purgata.
Infatti contro queste feste ha lottato per secoli prima la chiesa cattolica e poi quella ortodossa e per nostra fortuna con relativo successo,
infatti queste tracce che permangono sono di grande interesse culturale.
Come abbiamo detto questo ciclo festivo era a carattere orgiastico e una testimonianza ci viene da Clemente
Alessandrino che scomunico' (inutilmente) i partecipanti alla festa.
Il travestimento animalesco (antropozoomorfo) non e' casuale e ci rimanda alle reali origini della festa.
Infatti, come e' noto, spesso gli animali rappresentano la divinita' e nella mitologia greca, per esempio, gli dei consumano rapporti sessuali con
gli uomini perche' si trasformano in animali.
Zeus si trasforma in toro bianco per possedere la moglie del re di Creta, Minosse.
Questa per farsi montare e per sentirsi penetrare dal gigantesco arnese indusse Dedalo a costruirle una "mucca di legno" che attirasse il toro
e dentro si nascose lei ricurva a gambe divaricate. Il risultato fu che partori' il Minotauro che fu rinchiuso nel labirinto e Dedalo ed Icaro se la dovettero
dare a gambe da Creta per sfuggire all'ira di Minosse. Ma Zeus si trasformo' anche in cigno.
Il commercio sessuale con gli animali non e' pero' cosa greca. Essa e' presente in tutte le aree dell'era preistorica.
I greci aborrirono questo tipo di commercio e lo condannarono.
Solo nelle feste era licenza travestirsi da animali ed avere commercio sessuale con donne.
Se cio' accadeva dipende dal fatto che durante i periodi festivi vi era una relativa sospensione delle leggi.
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